Amanda Sandrelli, direttrice del teatro, madrina di una serata speciale che ha coinvolto tutto il paese conclusasi in teatro per l’annuncio degli spettacoli della stagione teatrale

Una serata coinvolgente per una presentazione inattesa. Non poteva esserci modo migliore per il Teatro Verdi di Monte San Savino, per presentare la Stagione Teatrale 2022/23, che coinvolgere l’intero paese, le strade, i luoghi storici, le associazioni culturali. Insieme ad alcuni tra i protagonisti della stagione tra i quali la direttrice artistica, ormai da non poche edizioni, Amanda Sandrelli, confermata alla direzione a fianco di Luca Roccia Baldini da Officine della Cultura e Fondazione Toscana Spettacolo onlus nella rinnovata collaborazione tra Comune di Monte San Savino e A.S. Monteservizi.
Tra i protagonisti della serata itinerante che si è conclusa in teatro, per dare inizio, virtualmente, al nuovo cartellone di eventi, c’erano le principali associazioni del territorio, la Scuola di Musica “U. Cappetti” con Stefania Paddeu (voce) e Sebastian Maccarini (pianoforte), il Gruppo Storico di Monte San Savino l’Associazione Culturale Il Giogo, oltre ad artisti importanti della scena teatrale nazionale che con Monte San Savino hanno un rapporto privilegiato, ad iniziare da Amanda Sandrelli e Paolo Giovannucci per finire con Daniela Morozzi, Anna Meacci, Chiara Riondino e gli attori de La Filostoccola. Una serata speciale, apprezzata dal pubblico, che in teatro ha visto infine la presentazione dei nove spettacoli in cartellone a cura dell’amministrazione comunale, Fondazione Toscana Spettacolo onlus e Officine della Cultura. E, a fine serata, il brindisi offerto da A.S. Monteservizi.

«La stagione che sta per iniziare vedrà andare in scena un dialogo coinvolgente tra il teatro classico e quello contemporaneo – hanno dichiarato Amanda Sandrelli e Luca Roccia Baldini, direttori artistici della stagione –. Da Petrolini a Plauto, da Cechov a Crimp, da Molière a Sanguinetti, da Pratolini a Pinter, il Teatro Verdi ribadirà la forza del racconto teatrale, con la sua particolare visione della storia e delle scelte dell’umanità, attraverso la voce di alcuni tra i più importanti visionari della scena, dall’antichità ai giorni nostri, attraversando non solo il tempo e la storia ma anche la geografia data la provenienza della scrittura drammaturgica. Eppure si scoprirà che i fili conduttori che ci legano, gli uni agli altri, sono più di quanti pensiamo così come sia difficile anche se imprescindibile, per noi, imparare dalla storia. Una dialogo necessario, per il teatro di oggi, che il pubblico del Verdi certo apprezzerà anche grazie agli attori in scena tra i quali Dario Ballantini, Francesco Montanari, Daniela Morozzi, Anna Meacci, Chiara Riondino, Claudio Greg Gregori e Simone Colombari».

Inizio di stagione venerdì 2 dicembre con Dario Ballantini in “Ballantini e Petrolini”, atto unico tratto dalle opere di Ettore Petrolini per la regia di Massimo Licinio. Il trasformista di Striscia La Notizia porterà al Verdi un cavallo di battaglia del suo repertorio giovanile: il grande Ettore Petrolini. Con la consueta maniacale ostinazione per il totale camuffamento, l’artista livornese riuscirà a far rivivere, in una versione più aderente possibile all’originale, sette personaggi creati dal grande comico romano nato a fine ‘800: Gigi Il Bullo, Salamini, la Sonnambula, Amleto, Nerone, Fortunello e Gastone.
Sabato 17 dicembre spazio al “Miles Gloriosus” di Tito Maccio Plauto nell’originale produzione del Teatro Europeo Plautino con Simone Càstano, Francesco Tozzi, Davide Pedrini, Fabio Facchini, Lidia Castella per la regia di Cristiano Roccamo. Il Miles Gloriosus, forse il primo testo antimilitarista nella storia del teatro, un testo più che mai attuale, mostrerà come le dinamiche umane della società rappresentata da Plauto oltre 2000 anni fa, non siano affatto cambiate. Lupus est homo homini, non homo. Non mancheranno le maschere in cuoio del Teatro Antico, i travestimenti, gli inganni e tutti gli stratagemmi scenici “atti” ad esaltare la vis comica italica e il grande genio di Plauto.
Il 2023 del Teatro Verdi inizierà giovedì 12 gennaio con “Rollato” di e con Paolo Giovannucci con la musica dal vivo di Stefano De Angelis per una produzione Officine della Cultura. Giovannucci accompagnerà gli spettatori del Verdi in cerca delle ragioni di un cinquantenne, isolato da un mondo in cui fatica a riconoscersi. Ragioni nascoste in una biografia che andrà via via dispiegandosi, biografia “pop” per una generazione in cerca di se stessa.
Nuovo appuntamento mercoledì 18 gennaio con l’incontro e la rilettura di A. Cechov de “Non tre sorelle / НЕ ТРИ СЕСТРИ” presentato da Teatro Metastasio di Prato con Fondazione Toscana Spettacolo Onlus / Centro di Residenza della Toscana (Armunia – CapoTrave/Kilowatt). Uno spettacolo con attrici italiane e ucraine – Natalia Mykhalchuk, Julia Mykhalchuk, Anfisa Lazebna, Susanna Acchiardi, Alice Conti – con la regia di Enrico Baraldi e la drammaturgia Francesco Alberici ed Enrico Baraldi, teso a ribadire il significato inaspettato e controverso di una tra le battute più celebri del teatro mondiale: “A Mosca! A Mosca! A Mosca!”.
Sabato 4 febbraio protagonista della scena sarà Francesco Montanari con il testo del drammaturgo britannico Martin Crimp “Play House”. Un lavoro in 13 quadri con due personaggi incredibilmente piccoli ma straordinariamente complessi interpretati da un sorprendente Montanari per mettere in scena il rituale della coppia che si ripete all’infinito in un gioco sempre più meccanico, una Play House da cui nessuno esce vincitore. A meno che non si compi lo sforzo di direzionare lo sguardo verso l’altro.
L’appuntamento di venerdì 24 febbraio sarà con la drammaturgia dell’uruguayano Santiago Sanguinetti. In scena andrà la sua “Breve apologia del caos per eccesso di testosterone nelle stradi di Manhattan”, una produzione tutta aretina, La Filostoccola e Officine della Cultura, con Eleonora Angioletti, Giorgio Castagna, Riccardo Goretti, Daniele Marmi per la regia di Simone Luglio. Senza cercare di contrastare, ma al contrario, cavalcando il disincanto, la depoliticizzazione, la perdita di quadri di riferimento che tanto caratterizzano la nostra epoca, “Breve apologia del caos” estremizzerà i più urgenti interrogativi sull’attività politica e sulla necessità di ripensare il mondo in cui viviamo, per farli implodere in un balbettio nonsense con uno sguardo giocoso e spietato ma, al contempo, ricco di umorismo.
Sabato 4 marzo la compagnia Catalyst sarà protagonista de “Il malato immaginario”, da Molière, con Riccardo Rombi (che firma anche l’adattamento e la regia), Giorgia Calandrini, Giovanni Negri, Dafne Tinti, Marco Mangiantini. Musiche eseguite dal vivo da Gabriele Savarese. Nel riso della commedia la feroce e disillusa comicità di Molière tornerà a presentarci un esempio lucido di un uomo dai tratti contemporanei, alle prese con un quotidiano, che allora come oggi, appare martoriato e, per tanti aspetti, ridicolo. Mentre in un dibattito a tratti surreale, a tratti grottesco, emergeranno importanti riflessioni sulle relazioni familiari, sulla vita, sulle priorità dell’essere umano e sull’importanza del raziocinio e del buonsenso.
Venerdì 17 marzo si compirà il viaggio in Italia con uno tra i più noti romanzi di Vasco Pratolini, “Le ragazze di San Frediano”, portato in scena da Anna Meacci, Daniela Morozzi e Chiara Riondino con una preziosa premessa: “Era febbraio quando davanti al Teatro Puccini in una mattinata piovosa e fredda siamo partite con la lettura delle ragazze di San Frediano. Eravamo in zona gialla e avevano riaperto i centri commerciali ma i teatri restavano chiusi. Quell’esperienza nata spontaneamente per segnalare quanto la cultura fosse importante per il nutrimento dell’anima, del cuore e della mente la riproponiamo di nuovo per non dimenticare, per tenere i riflettori sempre accesi sulla necessità e l’importanza di ogni espressione artistica”.
Chiusura di stagione mercoledì 29 marzo con “Il calapranzi” di Harold Pinter con Claudio “Greg” Gregori e Simone Colombari, che firmano anche la regia, in una produzione LSD Edizioni. I due attori in scena, comici e amici di lunga data, porteranno al Verdi un capolavoro del teatro dell’assurdo e un classico del teatro del Novecento: l’attesa di due uomini, Ben e Gus, sicari guidati da un misterioso capo che sembra comunicare con loro tramite un calapranzi dal quale vengono fatti scendere oggetti e messaggi.
Evento speciale giovedì 27 aprile con lo spettacolo “Torno indietro da un giorno qualunque’” dell’Accademia dei Semplici. Protagonisti in scena Ciro Rossi, Mario Pinetti, Isabella Acciai, Loretta Cacchiani, Lorella Gualdani, Michele Paoli, Giovanni Morettini e Daphne Caldaro per la regia di Massimiliano Caldaro.

INFO UTILI

  • Inizio spettacoli ore 21:15.
  • La campagna abbonamenti avrà inizio da giovedì 10 novembre mentre i biglietti per i singoli spettacoli saranno in vendita dal 21 novembre.
  • Costo abbonamento a n. 9 spettacoli in platea e I e II ordine palchi centrali € 90.
  • Costo biglietti. Platea I e II ordine palchi centrali: intero € 15, ridotto € 13; III ordine e palchi laterali: intero € 12, ridotto € 10. Evento speciale del 27 aprile intero € 10, ridotto € 8. Biglietto ridotto a € 8 per studenti universitari con la carta Studenti della Toscana (il posto verrà assegnato, dietro presentazione della carta, in base alla disponibilità della pianta). Biglietto futuro under 35 in collaborazione con Unicoop Firenze € 8. Le riduzioni si applicano a over 65, possessori Carta dello spettatore FTS, abbonati alle stagioni dei teatri della Rete Teatrale Aretina e Spettatori Erranti, soci Unicoop Firenze.
  • Info e prevendite a Monte San Savino presso Ufficio Cultura – Palazzo Galletti, tel. 0575 8177272 – mercoledì ore 10 – 13 e giovedì ore 15 – 18; ad Arezzo presso Officine della Cultura – Via Trasimeno, 16, tel. 0575 27961 e 338 8431111 – dal lunedì al venerdì ore 10 – 13 e 15:30 – 18. Circuito BoxOfficeToscana e Ticketone. Biglietteria il giorno di spettacolo presso il Teatro, apertura ore 20.
  • Ulteriori informazioni: www.officinedellacultura.org e www.toscanaspettacolo.it.